Primi risultati positivi per le università con le misure a sostegno del diritto allo studio

Negli ultimi giorni sono arrivate due importanti notizie per l’università italiana che certificano il buon lavoro svolto nei #millegiorni. La prima ci dice che i ragazzi tornano all’università e i dati dell’ultimo anno accademico segnalano una crescita sorprendente (+ 12.295 studenti) e una chiara inversione di tendenza: dal 2004, per la prima volta, le immatricolazioni crescono. La seconda notizia è che nelle prime mille università del mondo -secondo la prestigiosa Qs world University Rankings- ben 30 sono italiane; questo significa che il nostro è un sistema diffuso, mediamente di alta qualità a differenza di altri che si basano solo su alcune eccellenze. Gli atenei che aumentano in modo più significativo il numero degli iscritti sono quelli che offrono borse di studio, agevolazioni sulle tasse universitarie e riapertura dei corsi di laurea a numero chiuso.

Questo significa che, nonostante le risorse destinate all’università non siano ancora sufficienti, gli interventi che abbiamo messo in campo nei #millegiorni vanno nella direzione giusta. Con lo #StudentAct, per la prima volta in Italia, è stata introdotta la no tax area (cioè zero contributi universitari di qualunque tipo) per quegli studenti che hanno un reddito/patrimonio familiare inferiore ai 13mila euro (con l’ultima manovra è stata ulteriormente allargata) e tre provvedimenti complementari in grado di sostenere il diritto allo studio universitario: attività di orientamento prima e tutoraggio nell’ambito del percorso di studi, stabilizzazione dei 50 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo statale integrativo per le borse di studio, e istituzione di “super borse di studio” per i giovani provenienti dalle classi sociali meno abbienti che abbiano evidenziato negli ultimi anni delle scuole medie superiori talenti o meriti scolastici eccezionali. Questa è stata la risposta legislativa alla mozione presentata dal Pd sull’accesso all’università promossa proprio per far fronte agli avvilenti numeri relativi agli immatricolati e per consentire anche ai ragazzi meno abbienti la possibilità di studiare e affermarsi socialmente e professionalmente.

Nei #millegiorni abbiamo affrontato per la prima volta in modo sistemico e strutturale il tema del diritto allo studio e, finalmente, raccogliamo i primi risultati. Ora, è necessario proseguire sulla via delle riforme investendo altre risorse, facendo conoscere agli studenti i servizi offerti e allargando ulteriormente la no tax area. Finalmente l’articolo 34 della Costituzione che garantisce il diritto degli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi di raggiungere i gradi più alti degli studi, trova un’ampia applicazione riavvicinandoci all’Europa. I numeri cominciano a darci ragione!