Nuova formazione iniziale e reclutamento

Nei giorni scorsi il MIUR ha confermato che entro la fine del mese di luglio verrà emanato il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari necessari alle laureate e ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria previsto da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola. Questo è un altro passaggio fondamentale del percorso riformatore iniziato nel 2015 che, in materia di reclutamento, ha cercato di cambiare radicalmente il modo in cui si diventa insegnante nella scuola secondaria. Il nuovo sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo prevede subito un concorso per accertare le competenze disciplinari e poi, solo per i vincitori, un percorso triennale retribuito di formazione, tirocinio e inserimento progressivo fino all’assunzione a tempo indeterminato.

Già il prossimo anno sarà bandito il primo concorso. Nel frattempo, è stata definita una fase transitoria con la quale, da una parte, saranno date risposte ai docenti precari da molti anni e, dall’altra, le scuole potranno avere gli insegnanti che gli servono. La seconda fascia sarà trasformata in una graduatoria regionale e alla terza fascia verrà riservata una quota di posti messi a concorso.
Con il nuovo sistema l’obiettivo è quello di dare alle scuole gli insegnanti (preparati) di cui hanno bisogno e superare il precariato endemico che affligge il nostro Paese. Per fare il concorso serviranno 24 crediti formativi universitari in ambito psico-sociologico e delle metodologie didattiche. Bene, in questi mesi in cui il decreto non era ancora stato emanato, il web si è scatenato ed è stato invaso di pubblicità sul modo più veloce per conseguire i crediti. Parlo, di siti specializzati che, pur in assenza del decreto, promettevano ricette magiche e strade facilitate.

SEGNALO che sarà solo il decreto a stabilire le modalità con cui si acquisiranno i crediti e che con questo nuovo sistema finirà per molti la mangiatoia per fare soldi sulle spalle dei docenti. Un nuovo sistema ordinato e ragionevole di formazione e accesso al ruolo non solo certifica la fine delle graduatorie (secondaria superiore) e il superamento dei corsi di abilitazione ma anche di tutti quei corsi per fare punteggio e la guerra dei ricorsi infiniti. Non è stato facile ma è stato giusto. Nei #millegiorni non abbiamo avuto paura di cambiare le cose anche se questo è un Paese difficile da riformare e sono convinta che, nonostante la lettura che oggi se ne fa, quello sia stato un periodo di crescita che ha dato opportunità al nostro paese. Non possiamo fermarci. Avanti, insieme.