L’impegno dell’Italia per la difesa del patrimonio artistico e culturale mondiale

Abdel Kader Haidara è il bibliotecario che ha salvato dai roghi qaedisti i manoscritti dell’antica capitale dell’Impero del Mali patrimonio mondiale dell’umanità. Lo ha fatto grazie al lavoro della sua ONG Savama e con l’aiuto di Stati Uniti, Germania, Turchia e Dubai che hanno finanziato questo progetto. Purtroppo, i fondamentalisti islamici stanno distruggendo il patrimonio storico e artistico delle regioni sotto il loro controllo, un’operazione sistematica senza precedenti, che sta cancellando opere d’arte e antichi monumenti di inestimabile valore.

Per realizzare questa operazione sono stati coinvolti 80 esperti, la maggior parte arabisti laureati all’università di Bamako che hanno seguito corsi di formazione finanziati dal centro Juma Al-Majid di Dubai, dalla fondazione Ford o dall’Unesco, e dal Fondo dell’Onu per la cultura, l’educazione e la cultura.
L’Italia sta facendo la sua parte. Nei #millegiorni è nata l’idea dei Caschi Blu per la cultura che si è concretizzata con la sigla dell’intesa tra il nostro Paese e l’Unesco. E’stata sancita la nascita, sotto l’egida Unesco, di una formazione internazionale tutta italiana pronta a intervenire nelle aree di crisi per la tutela del patrimonio culturale mondiale. Abbiamo confermato di essere una grande potenza culturale capace di assumere un ruolo di grande responsabilità in ambito internazionale per la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale.
Quell’accordo chiude un percorso cominciato all’Expo, il 1 agosto 2015 quando 80 ministri della cultura siglarono la Dichiarazione di Milano per la difesa dei beni artistici, storici e archeologici minacciati dalla distruzione e dalla guerra, proseguito all’Assemblea Generale dell’Onu con l’intervento di Matteo Renzi e formalizzato con l’approvazione della proposta italiana da parte del Consiglio esecutivo Unesco il 17 ottobre.
Un grande successo per il nostro Paese che è proseguito con il primo G7 della cultura che si è svolto a Firenze e che ha certificato la nostra forza e competenza nell’ambito della diplomazia culturale. In quella sede è stata firmata una storica dichiarazione con cui si condanna la distruzione del patrimonio culturale e si chiama la comunità internazionale a un maggiore impegno nel contrasto al traffico illegale di beni culturali e nelle azioni di tutela per la salvaguardia di siti archeologici, monumenti, opere d’arte, beni librari e archivistici nelle zone belliche, come previsto dalla risoluzione 2347/2017 appena approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Il 2018, su proposta dell’Italia, sarà l’anno del patrimonio culturale e sono convinta che questa rappresenterà un’ulteriore grande opportunità per valorizzare la ricchezza della nostra diversità culturale e del nostro straordinario patrimonio che riveste un ruolo fondamentale nel rafforzare l’identità e la coesione delle nostre comunità, che sono presupposti fondamentali per una convivenza pacifica tra i popoli.