Iniziative contro la richiesta della Curia di Milano di segnalare le scuole “pro omosessuali”

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Oggi, insieme ad altri deputati del PD, ho presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Ministro Giannini di fare chiarezza sulla lettera con cui la Curia di Milano ha chiesto a più di 6000 professori di religione di segnalare progetti che nella loro scuola trattano temi legati all’omosessualità e all’identità di genere. Questa rappresenta a tutti gli effetti una ingerenza ingiustificabile nei programmi e nella formazione scolastica dei nostri ragazzi fomentanto odio e discriminazione.

In una fase in cui servirebbe maggiore impegno da parte delle istituzioni per promuovere e sostenere iniziative di contrasto al bullismo omofobico è gravissimo questo intervento a gamba tesa da parte della Curia. Mi auguro che la Ministro Giannini oltre a fare chiarezza su questo grave episodio intensifichi le azioni per promuovere progetti sull’identità di genere.

Testo interrogazione

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Per sapere- premesso che:

da notizie apparse recentemente sulla stampa si apprende che 6.102 insegnanti di religione della Diocesi ambrosiana abbiano ricevuto dalla Curia di Milano una richiesta scritta per avere la segnalazione dei colleghi e dei progetti che nella loro scuola trattano con gli alunni temi legati all’omosessualità e all’identità di genere;

la lettera, riservata, è stata messa online sul portale a cui accedono solo i prof di religione con una password. A quanto pare, appena in Curia è arrivata la notizia che il contenuto della missiva stava per diventare pubblico, il testo della lettera è scomparso dal sito con la precisazione che si trattava solo di «un’indagine informale»;

tuttavia, alcuni docenti di religione l’avevano già stampata e inviata al quotidiano La Repubblica;

«cari colleghi — si legge nella lettera scritta dal responsabile di settore della Diocesi, don Gian Battista Rota — come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale»;
«per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender” – scrive la Curia – vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte»;

«per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana». La Curia conferma quella che definisce «indagine informale mirata a conoscere i progetti scolastici relativi al tema della differenza di genere»;

appare difficile comprendere quali le ragioni per cui la Curia abbia interferito in iniziative culturali proposte dalle scuole su temi di attualità e interesse anche per i ragazzi;

questa, infatti, rappresenta un’ingerenza ingiustificabile nei programmi e nella formazione scolastica che fomenta pericolosi episodi discriminatori in una fase in cui si acuiscono comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi.

Come si intenda intervenire per fare chiarezza su questa vicenda arginare e quali progetti si intendano realizzare per sostenere e promuovere percorsi didattici nelle scuole di ogni ordine e grado sul tema delle identità di genere.