Delrio: basta con il silenzio, fermiamo il nuovo fascismo

Condivido appieno le parole del Ministro Graziano Delrio, che nell’intervista di Goffredo De Marchis oggi su Repubblica, individua perfettamente il preoccupante clima d’odio e violenza in cui ci muoviamo da qualche tempo.

«Siamo alle soglie di una stagione neofascista come toni, atteggiamenti e parole in libertà. Ora vengono fuori episodi di violenza come quello di Macerata. Quando i valori della patria si usano contro gli altri si stanno tradendo il tricolore e la Costituzione. E non basta il Papa per denunciare le discriminazioni e l’odio. Serve anche la voce della politica, possibilmente di tutti i partiti».

Ministro Delrio, il Pd ha interpretato bene questa parte, dopo l’attentato compiuto da Luca Traini, oppure è stato sulla difensiva, timido, con la paura di perdere qualche consenso a vantaggio di Salvini e delle destre?

«Il Pd ha condannato fortemente quell’atto, frutto delle idee che sono state seminate con grande irresponsabilità nel corso degli ultimi anni. Invasioni epocali, perdita d’identità, accuse alle politiche dell’immigrazione. Pensieri sbagliati a cui seguono atti gravissimi. Chi semina il linguaggio dell’odio e della divisione raccoglie gli spari di Macerata. Stiamo perdendo il senso dell’umanità. Alessandro Magno diceva che sono stranieri solo coloro che fanno del male. Ecco, la violenza è il nostro vero nemico e adesso serve un po’ di memoria. Il fascismo non è un fatto storico. È stata una tragedia, una vergogna. E stato dolore e massacri anche lì dove c’è stata la colonizzazione. È stato il disastro della guerra».

Può tornare?

«Può tornare, non è un’ideologia definitivamente sconfitta. Chi giustifica episodi come quello di Macerata spalanca le porte al ritorno del fascismo. Ma quell’idea non porta né prosperità né ricchezza. I cittadini devono sapere che è il momento di stare attaccati ai valori costituzionali».

Perché Matteo Renzi non ha parlato esplicitamente di atto fascista? Davvero temete la risposta dei sondaggi?

«Il segretario ha scritto un post molto chiaro. Ha detto che non ci vergogniamo delle nostre politiche fatte di umanità, di soccorso e del tentativo molto deciso di non lasciare in mano agli scafisti le nostre politiche sull’immigrazione. Se vogliamo affrontare seriamente il tema delle responsabilità dovremmo discutere della legge Bossi-Fini, del trattato di Dublino, degli effetti della guerra in Libia. Pensare che il fenomeno dell’immigrazione sia stato provocato dalla sinistra è una follia. L’immigrazione è causata dalla fame e dalle guerre. Promettere di cacciare 600 mila immigrati in un batter d’occhio non serve a niente. L’organizzazione dei rimpatri si fa giorno per giorno, mese per mese».

Sembra di capire che per lei, comunque, non è questo il punto.

«C’è un problema molto più serio o almeno altrettanto serio. Tutti i grandi fenomeni di discriminazione e di violenza razziale sono nati grazie all’accondiscendenza verso certe parole e certe azioni. Ricorda l’episodio di Como? Dobbiamo tenere alta la guardia e vigilare, io mi auguro che ci sia anche una mobilitazione dal basso a difesa dei valori costituzionali. Se lasciamo il tricolore sulle spalle di un signore che è uno squilibrato, se la bandiera non la sventoliamo noi, rischiamo di tornare indietro».

Il vento di destra soffia in tutta Europa. Non è che il Pd si è rassegnato a farsi trascinare dalla corrente?

«Non è così. Non ci giriamo dall’altra parte. Il Pd è andato a Como, il Pd è andato a Macerata».

Lei sa bene che i vostri sindaci chiedono anche legalità e sicurezza per i loro cittadini.

«Siamo tutti padri e madri. Nessuno di noi chiede meno sicurezza e meno garanzie. Ma il Pd non rinuncia a una visione di società che, dentro l’ordine e le regole, offre a tutti uguaglianza di diritti e di doveri. Le politiche di inclusione sociale sono i migliori strumenti di sicurezza. La destra pensa a costruire nuove carceri, io penso che quando si costruiscono percorsi di reinserimento la recidiva cala del 70 per cento. E che le persone che lavorano con le nostre famiglie e le nostre aziende non sono pericolose».

Ma i colpi di Traini sono preceduti dal ritrovamento del corpo di Pamela Mastropietro.

«Quel fatto atroce dimostra che c’è bisogno di essere sempre attenti alla sicurezza delle famiglie. Per questo vanno aumentate le forze dell’ordine sul territorio».

L’Anpi, che non ha rapporti idilliaci con il Pd, ha indetto una manifestazione sabato a Macerata. Ha fatto bene?

«È un’iniziativa giusta, direi sacrosanta. Se riesco andrò anch’io».