Deleghe, quarta puntata: formazione professionale

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Deleghe Buona Scuola:

Finalmente si affronta la parte più importante contenuta nella buona scuola. Con le 8 deleghe approvate in via preliminare in Consiglio dei Ministri comincia il percorso verso la costruzione della scuola del futuro: una scuola che sappia promuovere il successo formativo, sostenga ed orienti gli studenti, sia inclusiva perché capace di comprendere i bisogni formativi dando risposte differenziate ai bisogni plurali dei nostri bambini e ragazzi.
Qui, se vuoi consultarli, gli atti ufficiali:

http://www.camera.it/leg17/1107?shadow_organo_parlamentare=2081&id_commissione=07

Deleghe, quarta puntata:
Istruzione professionale.

L’obiettivo della delega sull’istruzione professionale è di mettere ordine nell’ambito frammentato tra competenze statali e regionali ridando centralità a questi percorsi formativi, innovando la loro offerta formativa e superando la sovrapposizione con l’istruzione tecnica. Con i percorsi di alternanza scuola lavoro istituti con la legge 107 che hanno consentito alle scuole di uscire dalla logica della sperimentazione per coinvolgere tutti gli studenti delle ultime classi, abbiamo fatto il primo passo. La delega, in linea anche con i principi europei basati sull’intreccio tra istruzione, formazione e lavoro è orientato a rispondere alle esigenze delle filiere produttive del territorio, anche in relazione ad attività economiche e a “Nuovi Lavori” sin qui non considerati, per dare più opportunità di occupazione ai giovani.

La relazione illustrativa indica chiaramente gli obiettivi principali:
superare la sovrapposizione tra istruzione professionale e istruzione tecnica, data la differenza di obiettivi formativi, e quindi di metodi per raggiungerli, attraverso il rafforzamento dell’identità dell’istruzione professionale. Occorre, quindi, prevedere indirizzi di studio ispirati a un moderno concetto di occupabilità, riferito ad ampie aree di attività economiche, e non a singoli mestieri, che le scuole possano declinare nei profili professionali richiesti dal territorio con un’autonomia più ampia rispetto ai vigenti ordinamenti.
Superare la sovrapposizione dei percorsi dell’istruzione professionale con quelli di IeFP di competenza delle Regioni, prevedendo il raccordo tra l’istruzione professionale e le istituzioni formative in modo stabile e strutturato. In tale ottica, occorre prevedere che, a conclusione del primo ciclo di istruzione (ex scuola media), gli studenti e le loro famiglie possano scegliere consapevolmente tra:
i percorsi di istruzione professionale, di durata quinquennale, finalizzati al conseguimento del relativo diploma, realizzati da scuole statali e da scuole paritarie riconosciute ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62;
i percorsi IeFP, di durata triennale per il conseguimento di qualifiche e di durata quadriennale per il conseguimento di diplomi professionali, realizzati dalle istituzioni formative accreditate dalle regioni, tra le quali operano da anni anche strutture di eccellenza (ad es., le scuole salesiane).
Dare alle scuole la possibilità di ampliare l’offerta formativa anche attraverso la realizzazione di percorsi di qualifica professionale, sempreché previsti dalla programmazione regionale. Ciò per consentire agli studenti di acquisire una qualifica professionale a conclusione del primo biennio, in cui avranno avuto l’opportunità di orientarsi meglio, frequentando un ulteriore anno organizzato dalle scuole in cui sono attivati percorsi di istruzione professionale, in percorsi paralleli a quelli che proseguono sino al quinto anno.
Potenziare gli indirizzi di studio quinquennali dell’istruzione professionale e delle figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi di IeFP in relazione ad attività economiche in espansione e a “Nuovi Lavori”.
Prevedere la presenza, su tutto il territorio nazionale, di un sistema unitario e articolato, sino a livello terziario (università e ITS), di “Scuole professionali” (Istruzione professionale e IeFP, ricomprese in una “Rete nazionale”.